Archive for the ‘tecnologia’ Category

* Svelato il trucco del Samsung invisibile

Posted on maggio 14th, 2009 by A.Milione. Filed under brand, tecnologia, video, viral.


Ecco a voi svelato il trucco del video virale con protagonista il nuovo Samsung I8910 OMNIA HD un cellulare dotato di fotocamera HD.

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* Microsoft 3 video per Explorer 2008

Posted on aprile 13th, 2009 by A.Milione. Filed under browser, marketing, tecnologia, video, web.


La Microsoft ha condiviso tre video per il lancio del nuovo Internet Explorer 8, con protagonista un primate.

Ogni video rappresenta una delle qualità su cui gli utenti che sceglieranno il nuovo browser potranno contare.

Semplicità:

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* Windows Server 2008 R2: versione beta a gennaio 2010

Posted on aprile 7th, 2009 by A.Milione. Filed under tecnologia, web.


Bill Laig, numero uno di Microsoft per quanto riguarda i prodotti Server, ha cinfermato che la versione di Windows 7 destinata ai data center aziendali sarà messa sul mercato entro il 2009.

Al pari del suo predecessore che è basato sul kernel di Windows Vista anche Windows Server 7 sarà direttamente basato sulla rispettiva versione “desktop”, ma a differenza di quest’ultimo e del precedente Windows Server 2008, disponibili in versioni sia a 32 bit che a 64 bit, il nuovo sistema operativo esisterà solo nelle versioni destinate ai processori a 64 bit.

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* Shii, la wii per le donne

Posted on aprile 6th, 2009 by A.Milione. Filed under brand, tecnologia, video, viral, web.


Care donne da oggi non vi annoierete più guardando i vostri compagni giocare e divertirsi con i più vari giochi sportivi della consolle Wii, per arriva la Shii, versione femminile della consolle.

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* Facebook per Windows Mobile 6.5

Posted on marzo 31st, 2009 by A.Milione. Filed under social network, tecnologia.


Per chi proprio non può fare a meno di connettrsi con il mondo in ogni momento e in ogni dove, avrà presto a disposizione Facebook per Windows Mobile 6.5.

Già disponibile in versione leaked estrapolato dalla ROM di Windows Mobile 6.5, Facebook per Windows Mobile sarà ufficiale in Aprile, integrato nei prossimi smartphone e disponibile come download a parte per i modelli più vecchi.

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* Buzz Metrics: piani di marketing grazie alle opinioni degli utenti

Posted on marzo 12th, 2009 by A.Milione. Filed under brand, marketing, mondo, tecnologia, web.


nielsenbuzzmetrics1Da tempo si parla di “user generated content” o ancora meglio di “buzz”, termini con i queli si intende l’insieme di post, commenti, opinioni e quant’altro che gli internauti lasciano su blog e forum. Contenuti che se analizzati e misurati in maniera adeguata rappresentano un valido strumento di analisi per la pianificazione di campagne pubblicitarie e azioni di marketing.

L’importanza del buzz è stata recepita circa 10 anni fa negli Stati Uniti, dove l’azienda Nielsen Online lancia il servizio BuzzMetrics, che grazie all’analisi del “passaparola online” permette di verificare la risonanza sul mondo del Web di fenomeni mediatici molto popolari. Read the rest of this entry »

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* Le barriere dell’e-commerce

Posted on marzo 6th, 2009 by admin. Filed under mondo, tecnologia, web.


Negli ultimi anni si sta assistendo all’espansione dello shopping online, anche nei Paesi finora restii al commercio elettronico, come l’Italia e la Spagna.

La possibilità di acquistare ciò che si desidera comodamente da casa, sembra aver avuto il sopravvento sulla diffidenza nel dare i propri dati bancari nelle mani di sconosciuti. Ma a frenare gli internauti sono le barriere linguistiche, che impediscono acquisti su scala transfrontaliera, limitantando gli utenti ad acquisti presso i rivenditori del proprio Paese.

Fatto che ha suscitato anche l’interesse della Commissione Europea, dall’ultimo rapporto presentato a Bruxelles lo scorso 5 marzo, si legge:
La barriera linguistica resta l’impedimento maggiore, il mercato Ue è ancora  frammentato e gli europei sono abituati ad acquistare a casa  loro, nella propria lingua, fedeli al marketing nazionale a cui  sono stati abituati”.

Una tendenza che l’UE sembra intenzionata a invertire: “I consumatori – ha detto il commissario Ue Meglena Kuneva – hanno tutto da guadagnare da internet: espande la dimensione del mercato in cui possono fare acquisti, permettendo loro di comparare i prezzi e avere una scelta maggiore”.

Sono gli stessi consumatori a sentire il problema della barriera linguistica, infatti, da un rapporto UE emerge che oltre un terzo degli intervistati ha ammesso che sarebbe favorevole ad acquistare prodotti provenienti da un mercato estero, se fossero disponibili le informazioni necessari e se il prezzo fosse conveniente.

Ma se questo problema è in dibattimento, restano aperte altre questioni, i limiti logistici legati alle difficoltà che si incontrano nell’invio, spedizione e pagamento di merce da un paese e l’altro, oltre alle barriere regolamentari tra i vari paesi, come ad esempio i diversi regimi di Iva, problemi che la Commissione Europea è decisa ad affrontare in un prossimo futuro.

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* Pillole di web

Posted on febbraio 26th, 2009 by admin. Filed under tecnologia, web.


A livello tecnico le pagine web vengono spezzettate inifinitesimalmente (datagrammi), ed attraverso il tuo modem adsl arrivano alla centrale in maniera del tutto casuale. Qui vengono immesse in una serie di flussi assieme a tutti gli altri pezzettini provenienti dagli altri modem, diretti a diversi altre centrali, dette nodi, e questi flussi si aggregano e si disgregano e prendono altri flussi e direzioni, a seconda della destinazione, dell’intasamento di una via per arrivare ad una certa destinazione. Il sistema di trasmissione di tutto questo “ambaradan” si chiama protocollo internet (Ip), ed è stato inventato dall’agenzia DARPA per conto del Pentagono negli anni 60, in pieno periodo di guerra fredda, perché l’Ente  aveva bisogno di un sistema di collegamento informatico tra i centri militari (caserme, aeroporti, porti) a prova di attacco nucleare, cioè qualora fosse stato distrutto un centro militare (nodo) i datagrammi, se diretti ad  altra destinazione potessero comunque  raggiungerla, non essendo obbligati a seguire il percorso attraverso quel nodo. La differenze rispetto al sistema precedente usato dal pentagono era che il vecchio era un sistema a stella con un sistema centrale e tutti gli altri sistemi periferici collegati da singoli raggi direttamente, mentre il nuovo costituivano un reticolo. Nel primo caso tutti i dati per andare da un punto periferico ad un altro dovevano necessariamente passare per il centro, nel secondo sceglievano le apparecchiature a seconda dei dati di traffico, distanza, indisponibilità della tratta, etc. Ciò nella logica militare, nel primo caso distruggevi il sistema centrale, avevi paralizzato il sistema, nel secondo caso potevi distruggere un nodo e certo impedivi le comunicazioni da e per quel nodo, ma il resto del sistema rimaneva in piedi, consentendo le comunicazioni da e per gli altri nodi. Poi il Pentagono passò a sistemi diversi di comunicazione, e “regalò” alle università il sistema che ci collegarono i centri di calcolo, prima solo negli USA, poi  a mano a mano,
negli altri paesi europei, il primo nodo in Italia venne aperto a Pisa.

Dai un’occhiata anche al link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Arpanet

Detto questo bisogna considerare che i famosi datagrammi, la particelle della ns. pagina iniziale, vengono scomposti dal protocollo IP nel server dove hanno sede iniziale e vengono ricomposti dal nostro computer, dopo che hanno fatto tragitti diversi, con variabili di distanza e di tempo diversi, non determinabili all’inizio.
E capirai bene come non esista la possibilità di intercettare i datagrammi, ergo o a monte fai togliere i contenuti, o a valle impedisci di vederli, e se parliamo di pagine su milioni di pagine, capisci che resta solo l’oscuramento di TUTTO il sito, e nel caso di Facebook e Youtube, si tratterebbe proprio di questo. Poi c’è un’altro problema: sappi che quei nodi che ti dicevo prima sono numerati (indirizzo IP), non potendo discriminare i contenuti provenienti da quel nodo, potresti essere costretto a impedire l’arrivo dei dati dal quel nodo. Ciò significa che TUTTI server dietro quel nodo NON possono più far arrivare dati perché a valle saranno oscurati.
E ATTENZIONE, la tecnologia per far questo non esiste ancora. O forse no, forse si trova qualcosa in CINA.

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* Google Latitude: rischio per la privacy?

Posted on febbraio 18th, 2009 by admin. Filed under mondo, tecnologia, web.


L’organizzazione che si occupa in diversi Stati di riservatezza dei dati personali Privacy International ha lanciato l’allarme sulla sicurezza del servizio Google Latitude, lanciato qualche giorno fa da Google e integrato in Gmail, che consente di far specificare a chi invia un messaggio di posta elettronica il luogo in cui si trova in quel momento.

Secondo l’associazione per la difesa della privacy questo servizio rappresenterebbe una vera violazione della riservatezza dei dati personali, perché l’applicazione mostra non solo il luogo in cui ci si trova, ma permette anche a chi riceve il messaggio di contattare la persona che l’ha inviato via SMS o attraverso il programma di chat e messaggistica istantanea integrato nell’applicazione.

Secondo Simon Davies, direttore dell’organizzazione sopra citata, Google Latitude sarebbe quindi un servizio abbastanza invasivo, tanto da far preoccupare chi lo utilizza sull’eventualità che possa essere installato su un cellulare di nascosto per tenere sotto controllo i movimenti e gli spostamenti del proprietario del dispositivo mobile sul quale è installato.

Afferma Simon Davies:

Molte persone vedranno Latitude come un prodotto eccezionale ma la realtà è che Google ha ancora una volta fallito nell’erogare privacy e sicurezza forti. La società ha ancora una lunga strada da percorrere prima di potre catturare la fiducia degli utenti telefonici. Così come è adesso, Latitude potrebbe essere un regalo per pedinatori, datori di lavoro curiosi, partner gelosi e amici ossessivi. I pericoli per la privacy e la sicurezza di un utente sono senza limiti quanto lo è l’immaginazione di chi abuserà di questa tecnologia.

Non sono mancate le repliche di Google alle affermazioni accusatorie di Privacy International:

Sono emerse preoccupazioni sulla possibilità che il prodotto potesse essere installato di nascosto sul cellulare di qualcuno. Sebbene molti degli scenari che sono stati descritti sono improbabili, prendiamo tale questione seriamente in considerazione e ascoltiamo sempre i feedback provenienti dai nostri utenti. Abbiamo già una funzione di sicurezza che gira su certi dispositivi mobili avvisando attivamente gli utenti dell’esecuzione di Latitude, e siamo in fase di estensione di tale notifica ad altre piattaforme mobili che supportano Google Latitude, il che sarà pronto entro una settimana.

Articolo tratto da oneitsecurity a cura di Gianluca Rini

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* Privacy su Facebook - Licenze, Facebook nel mirino Zuckerberg rassicura gli utenti

Posted on febbraio 17th, 2009 by admin. Filed under tecnologia, web.


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“GLI UTENTI continueranno ad essere padroni delle loro informazioni nel rispetto della nostra filosofia”. Con queste parole Mark Zuckerberg, fondatore e proprietario di Facebook, ha provato a mettere fine, postando un intervento sul blog del social network, alla bufera che si è scatenata nei giorni scorsi in seguito ad alcuni cambiamenti dei termini di servizio da approvare al momento dell’iscrizione. Che riguardano un aspetto tutt’altro che marginale: la proprietà dei contenuti pubblicati dagli utenti nel social network più alla moda.

L’allarme è stato lanciato dal blog americano The Consumerist: oltre ai già noti problemi riguardanti la permanenza all’interno dei database della compagnia di Palo Alto delle informazioni contenute nell’account anche dopo la cancellazione, ora gli utenti, che hanno raggiunto l’impressionante cifra di 175 milioni, rischierebbero di lasciare Facebook in possesso di tutti i contenuti creati, anche dopo l’abbandono del servizio. Insomma video, fotografie e testi aggiunti sulla propria pagina diventerebbero, con l’approvazione delle nuove condizioni di uso, di proprietà di Facebook, che ne potrebbe addirittura esercitare i diritti.

Il provvedimento, che metterebbe ulteriormente a rischio la privacy di chi accede al social network, è stato ratificato da Facebook tramite la cancellazione di due righe all’interno della sezione “Licenze” delle Condizioni di uso. Attualmente chi si iscrive concede a Facebook il diritto di “usare, pubblicare, trasmettere, catalogare, conservare, ritoccare, modificare, revisionare, montare, tradurre, estrapolare, adattare, creare lavori derivati e distribuire, ogni contenuto dell’utente postato su o in relazione con il servizio di Facebook”.

Fino a poche settimane fa a queste righe - secondo quanto ha scoperto The Consumerist - ne facevano seguito altre che suonavano così: “L’utente può rimuovere dal sito il proprio contenuto in qualsiasi momento”. Scegliendo di eliminare il proprio “user content”, quindi, la licenza accordata a Facebook decadeva automaticamente ma la compagnia poteva comunque rimanere in possesso di copie archiviate dei contenuti generati. Ora invece nessun paragrafo fa riferimento alla durata della licenza e il rapporto di condivisione dei materiali con il social network sembra destinato a durare in eterno.

Per ovviare a qualsiasi equivoco, Facebook ricorda poi, nella sezione “Interruzione e cambiamento del servizio”, che: “le seguenti sezioni sopravvivranno a qualsiasi interruzione dell’uso di Facebook”. Gli user content appaiono naturalmente nell’elenco.

Secondo le critiche mosse dal web, i nuovi iscritti sarebbero destinati dunque a concedere tutta la propria privacy al social network. A smentire la teoria però è arrivata sul blog di Facebook la risposta di Mark Zuckerberg: “Un paio di settimane fa abbiamo aggiornato le condizioni di utilizzo per chiarire un paio di punti ai nostri utenti. Quando una persona condivide informazioni su Facebook deve accordare a Facebook il diritto di usare quelle informazioni, così da permetterci di mostrarle alle altre persone che ce ne hanno chiesto la condivisione”.

Detto questo Zuckerberg aggiunge: “Quando una persona condivide qualcosa con un altro utente, come ad esempio un messaggio, vengono create due copie di quel messaggio: una nella casella del mittente e l’altra nella casella del ricevente. Anche se il mittente dovesse disattivare l’account, quella copia rimarrebbe nella casella del ricevente”.

È proprio per approfondire questo concetto che Zuckerberg dichiara di avere aggiornato le condizioni, tutto in virtù della tutela della privacy degli utenti insomma. Senza condivisione non esisterebbe Facebook: non solo condivisione con gli altri utenti quindi, ma anche, e soprattutto, con i database del social network.

Le due righe cancellate sarebbero, secondo il dirigente, solo una forma di chiarimento nei confronti degli iscritti e niente sarebbe cambiato rispetto a prima. Anzi, a sottolineare la poca affidabilità del web, il fondatore ricorda che “oggi non esistono sistemi che concedono di condividere le proprie informazioni e simultaneamente di controllarle”.

Inoltre, a poche ore dall’allarme lanciato da The Consumerist, una portavoce della compagnia californiana aveva risposto via mail agli autori del blog: “Non stiamo rivendicando e non abbiamo mai rivendicato la proprietà dei materiali caricati dagli utenti. I cambiamenti alle condizioni d’uso servono a chiarire agli utenti quale sarà il futuro dei loro dati”. Che per il momento sembrano essere completamente nelle mani di Facebook.

Articolo tratto da La Repubblica

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